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Nel campionato di calcio italiano a Torino con la Juventus non si può vincere

Nel campionato italiano di calcio a Torino con la Juventus non si può vincere

Da pochi minuti e’ finita la partita della settimana fra Juventus e Milan. Nonostante i padroni di casa abbiano una rosa più forte di quella della squadra rossonera, grazie ad un duro ed oscuro lavoro i milanesi si stavano portando a casa un prezioso pareggio. Ma a Torino le grandi squadre devono perdere. Quindi l’arbitro a meno di 20 secondi dei quattro minuti di recupero si e’ letteralmente inventato un rigore. Risultato finale Juventus 2 – Milan 1. Non si deve aspettare domani. Le polemiche sono partite prima dell’uscita dal campo dei giocatori. Non sono un fanatico ma un vero tifoso, anche piuttosto moderato. Pero anche se mi spiace dirlo questa e’ l’ennesima ladrata della Juventus. E’ inutile che dopo ci lamentiamo che con questo saranno sei i campionati vinti consecutivamente. In realtà i giochi vengono decisi non da errori arbitrali, ma da un preciso piano organizzato per favorire la Juventus nei confronti delle altre grandi squadre. A Torino con la Juve non si può vincere. E’ stato così in passato con la famiglia Agnelli e continua ad essere così oggi. L’albo d’oro non la dovrebbe più considerare e tenere l’Inter ed il Milan come le squadre con il maggior numero di scudetti vinti. Per fortuna c’è la Champions League dove la Juve cadrà per mano di uno dei grandi club stranieri e sparirà ancora una volta perché li non avrà ne’ aiuti ne’ regali.
La speranza e’ la super lega europea dove verranno invitati i club più blasonati dei ogni Paese. Con questa lega sicuramente i favoritismi non esisteranno più e vincerà realmente la squadra più forte.
Per quanto riguarda il Milan con la rabbia e la forza della disperazione ci auguriamo riesca a qualificarsi per l’Europa League rientrando nel giro europeo dal quale e’ assente da troppo tempo.
La Juventus vincerà l’ennesimo scudetto ” rubato” e si vanterà di questo e dei successi passati, ma i favoritismi devono terminare per ridare credibilità ad uno sport che anno per anno sta morendo e che oggi viene deciso più che sul campo a tavolino eleggendo da subito la squadra da aiutare e che dovrà vincere il campionato. Scusate ma questo non e’ più sport. E’ solamente un business dove chi paga di più viene sempre aiutato a vincere. Sinceramente mi ha nauseato. Meglio andare verso sport minori dove queste ” porcherie” non sono ancora arrivate. Caro calcio addio!!!

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sociale

Perché bisogna essere fermamente contrari alla “dolce morte”

Perché bisogna essere fermamente contrari alla” dolce morte”.

Con la morte del Dj Fabo si e’ riaperto un dibattito molto importante per il futuro dell’umanità: la possibilità da parte di ciascuno di noi di scegliere quando morire. La “dolce morte” non e’ solo una scelta della singola persona. Riguarda tutti noi. Vediamo ora le ragioni di una e dell’altra parte.
Chi e’ favorevole alla” dolce morte” parte dal principio che una persona e’ libera quando scegliere di vivere o di morire. Questo sopratutto quando si trova in situazioni estreme come, per esempio, nelle malattie terminali o inguaribili o dopo incidenti che rendono una persona totalmente dipendente dagli altri. Altro caso e’il coma irreversibile. Un altro argomento da parte di chi e’ favorevole e’ la situazione famigliare. I mille problemi che sorgono per l’assistenza di un malato terminale o con malattie progressive o peggio totalmente o quasi paralizzate. Cioè tutte quelle situazioni dove una persona per un motivo o per l’altro non e’ più autosufficiente. Questo al di fuori dell’età della persona.
Chi invece e’ contrario pensa ovviamente in maniera differente. L’uomo non ha il diritto di uccidere un’altra persona anche se questa lo abbia lasciato per iscritto. Nessuno e’ in grado di dire se e quanto in realtà soffrano e se il giorno dopo non si scopra un farmaco che riesca a guarire proprio l’infermità o la malattia delle quali la persona sta soffrendo. Quindi va usata ogni forma per mantenere in vita un uomo fino al momento della morte naturale.
Certo il dibattito difficilmente avrà un termine perché sicuramente ci saranno sempre persone che la penseranno in maniera differente. Ci saranno sempre persone pro o contro. Allora cosa bisogna fare? Dare una rispostane’ molto difficile. Da cattolico non posso che essere contrario a questo tipo di pratica ma le mie motivazioni sono un po’ diverse. Dobbiamo quindi fare un passo indietro. Dobbiamo chiederci se e quanto i medici e le case farmaceutiche fanno realmente di tutto per garantire la nostra salute. La risposta e’ no. Sopratutto le case farmaceutiche nascondono od impediscono la distribuzione di farmaci che migliorerebbero di molto il livello della nostra salute, la prevenzione e le cure successive ad interventi chirurgici. Questo per il semplice fatto che le grandi industrie hanno investito molti soldi nelle produzione di farmaci ed ora devono terminare la loro produzione e poi svuotare i magazzini prima di immettere sul mercato nuovi farmaci che permetterebbero a molte persone di guarire o di avere cure post operatorie decisamente migliori e non invasive. Ma pare che a tutti loro non importi un gran che. Per cui ci sono ancora molte persone che muoiono quando molto probabilmente con le nuove cure avrebbero la possibilità di vivere ancora per alcuni anni o forse qualcosa di più senza avere effetti collaterali e quindi con una buona qualità di vita. Pero il rischio più grande e’ che se questa prassi diventasse normale si avrebbe probabilmente un “mercato nero” di organi prelevati da persone che verrebbero dichiarati malati terminali o con malattie incurabili, invasive e con una progressione che renderebbe difficile e dolorosa la loro vita. Si rischierebbe quindi un’eliminazione delle persone cosiddette anziane a favore dei giovani o delle persone abbienti nei confronti dei ceti più bisognosi.
Al di la della risposta alla domanda se una persona e’ libera o meno di scegliere quando morire o se si può “uccidere” legalmente un proprio simile il vero rischio e’ la industrializzazione del mercato degli organi.
Sopratutto a causa di questa rischiosissima ipotetica prassi bisogna assolutamente evitare che la ” dolce morte” diventi una pratica legale. E questo indipendentemente dall’importanza del personaggio che fa ciclicamente rinascere il dibattito fra chi e’ pro e chi contro. Il rischio e’ l’eliminazione della maggior parte delle persone che hanno più di 50 anni. E come direbbe il notissimo marchese: meditate gente meditate.

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sicurezza, sociale

Un sistema semplice semplice per tutelare i minori

Un sistema semplice semplice per tutelare i minori

Da troppo tempo si parla di pornografia, cyberbullismo e di tutela dei minori sul Web. Tante parole e pochi fatti. I pochi interventi che si fanno attraverso la polizia postale e tutti gli operatori che lavorano nel sociale, avvengono purtroppo a cose fatte. Bisogna cominciare a fare prevenzione. Per prevenzione non intendo solamente campagne più o meno mediatiche atte ad informare i giovani sulla pericolosità di internet se usato male, ma di vere e proprie proibizioni. Infatti non si capisce perché le foto dei minori debbano comparire liberamente nella rete. Poco importa siano su Facebook o su altre reti. I minori non vanno postati mai. I paesi civili dovrebbero semplicemente legiferare una norma per la quale si proibisce di mettere foto di minorenni sul Web. Se un Social viola la norma si chiude e si multa. Il fatto che questa normativa possa ridurre i profitti dei Network e’ ampiamente superata dalla tutela dei minori. La Rete se usata bene, e’ una fonte importantissima di conoscenza , cultura e possibilità di conoscere città, paesi, usi e costumi di tutti i posti del mondo. I giovani devono utilizzare in questo modo questa importantissima tecnologia, ma in forma anonima. Io posso chattare e comunicarmi in rete con miei coetanei anche senza farmi vedere. E’ ora di smettere di pensare solo al mero profitto, ma di pensare ad un mondo dove internet sia un mezzo di conoscenza, comunicazione e lavoro al servizio delle persone e non un sistema da utilizzare per scopi non proprio leciti o peggio diventi l’unico mezzo di comunicazione che i nostri ragazzi hanno per comunicarsi. Oggi non esistono quasi più centri di aggregazione giovanile. I nostri ragazzi passano ore ed ore attaccati a smartphone, tablet, pc., ecc. I ” vecchi” oratori, le uscite domenicali con un gruppo di amici veri non esistono piu. Oggi ci sono ritrovi di massa, serate in discoteche dove si va per”sballarsi” spesso con persone che non si conoscono o che si conoscono in rete e che spesso sono coloro che fanno del male ai nostri figli. Gli esperti studiano il sistema e cercano soluzioni sempre più complicate, mentre la soluzione e’ semplice. Certo questo tocca il lato economico, ma la vita ed il futuro dei nostri giovani vale molto di più di qualunque cifra. A volte quando il sistema va fuori controllo e’ necessario porre in atto provvedimenti impopolari, ma necessari affinché la rete sia veramente un mezzo utile per tutti.

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politica internazionale, sicurezza, sociale

Questa volta siamo veramente alla frutta

Questa volta siamo veramente alla canna del gas.

In queste ultime settimane abbiamo visto di tutto e di più. I politici europei litigano fra di loro. Organizzano riunioni internazionali per decidere come fermare il flusso di migranti dalle poche rotte ancora aperte, che casualmente terminano sempre in Italia, per poi sentirsi dire che senza gli immigrati l’Europa e’ destinata a morire. Abbiamo visto Frau Merkler che in maniera indipendente vuole proporre un Europa a due velocità. Un progetto vecchio come il cucco, ma che penalizzerebbe in maniera definitiva l’Europa mediterranea. Polemiche a non finire in Italia contro la giunta Raggi. Abbiamo visto poliziotti indagati perché hanno sparato ad un ladro in fuga. Il centrosinistra che litiga sulle poltrone, su possibili spaccature, su ipotetiche nascite di altri partiti di sinistra ed il centro destra che non sa che pesci pigliare e non ha il coraggio di pensionare il Cavaliere. Negli ultimi giorni e’ nato persino un partito che si rifà a Trump ed ha posto il nome del Presidente Americano sul suo simbolo. Chissà se lui lo sa? Insomma un caos medioevale con tutti contro tutti con l’unico obbiettivo comune di fregare più soldi possibili, non cambiare nulla, ipertassare gli italiani, abbassare il livello culturale medio il più possibile, e tenere ben incollato il proprio fondoschiena sulle poltrone che contano.
In tutto questo caos ci si dimentica, e i cerca i far dimenticare a tutti, i veri problemi. Quelli che stanno riducendo il nostro Paese al lastrico, che stanno trasformano l’Italia in una succursale le dell’Africa e dove quello che la politica non riesce o non può fare lo fa la magistratura e non solo quella italiana. Infatti anche qualche giudice USA sta cercando i mettere i bastoni fra i piedi al Presidente. E dove le regole le pongono i magistrati vuol dire che siamo allo sbando totale senza una guida politica minimamente seria ed organizzata.
Per fortuna che ci sono 4 punti fermi sui quali contare. Il primo e’ l’elezione di Trump. Nonostante i tentativi vari Lui continua imperterrito nella sua strada, e, visto che comunque gode di molti poteri, riuscirà, magari in più tempo, a realizzare tutti i suoi progetti, spazzando via gli oppositori interni a partire da qualche giudice esibizionista o meglio pagato dalla Clinton e &. La sua elezione provocherà una tempesta politica in una Europa che si e’ dimostrata ancora una volta inesistente. Molta gente perderà il posto anche se ora stanno lottando con il coltello in bocca per mantenere i loro posticino di potere.
La seconda certezza e’ la Brexit. Anche la politica inglese ha votato a favore ed ora l’Europa dovrà calarsi i pantaloni di fronte ad uno stato che uscirà dalla UE ed , appoggiato dagli USA, avrà un grossissimo potere contrattuale. Alla fine non cambierà nulla per gli inglesi, mentre molto per la Ue che perderà un sacco di soldi, avrà esportazioni più difficili e più care, perderà la Borsa più importante d ‘Europa che e’ proprietaria fra l’altro della borsa di Milano e Parigi ecc. …….
La terza certezza e’ Putin. Pur non essendo un santo sta conducendo seriamente la lotta all’ISIS . Sta organizzando un patto di ferro on gli USA che ci preserverà da rischi di guerre mondiali e, con pazienza sta aspettando che passi il cadavere dell’UE per imporre la fine delle sanzioni economiche alla Russia. In tal modo si riaprirà un mercato europeo che e’ troppo penalizzato da questa inutile ed assurda guerra economica voluta dall’asse franco-tedesco.
La quarta certezza e’ la Le Pen. Aprendo la campagna elettorale francese ha creato un movimento popolare trasversale contro l’immigrazione di massa ed a favore delle popolazioni europee. Questo non vuol dire che si bloccherà la globalizzazione, ne’ che abbandoneremo gli africani ed i mussulmani. Solo regolamenteremo la cosa in maniera che al loro paese le persone possano avere una possibilità di un futuro degno e, chi sceglie di emigrare, possa trovare un lavoro nel paese che sceglie e contribuire a migliorarlo.
Su questi quattro capisaldi dobbiamo rifondare l’Europa che sia finalmente un vero Stati Uniti d’Europa con un governo centrale forte e rappresentato in maniera uguale da tutti paesi membri, Russia compresa. Un’europa con leggi uguali per tutti, senza confini e senza troppa burocrazia, anzi pochissima, dove i vari popoli abbiamo realmente il potere in mano attraverso il voto. Si premeranno coloro che governano bene e i manderà a casa chi voleva fare solo il ” furbetto”. Riformiamo i magistrati che devono essere apolitici e limitarsi ad applicare le leggi, e non a farle od interpretarle a seconda del partito al quale appartengono. Per far questo occorrono perone forti e che abbiano il coraggio di dire e di fare cose scomode. Li troveremo?

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sicurezza

Un modo semplice per tornare ad avere la sicurezza

Un modo semplice per tornare ad avere la sicurezza

In questi ultimi giorni si e’ tornati a parlare di sicurezza e di minacce dell’Isis verso l’Italia. La paura di attentati e’ tornata a crescere, ma il fatto di essere l’unico paese dove gli immigrati possono liberamente entrare in Europa, da agli italiani un certo senso di tranquillità. Infatti il pensiero comune e’ perché dovrebbero attaccarci? Se l’Italia dovesse chiudere le frontiere o limitare
l’accesso da parte degli stranieri o peggio rimpatriare tutti i clandestini, dove andrebbe tutta questa gente? Per cui nonostante tutto le persone vivono queste presunte minacce con una certa tranquillità. Questo nonostante i vari episodi di violenza, di protesta e di disparità di trattamento che tutti noi da tempo subiamo a favore degli immigrati in generale. Certo non si puo fare di tutta un’erba un fascio, ma possiamo affermare, nonostante le smentite dei politici di sinistra, interessati ai 35 euro europei a persona, che la maggior parte dei cosiddetti richiedenti asilo non ha la benché minima possibilità di riceverlo e neppure la voglia di impegnarsi a farlo. Vivono o meglio sopravvivono in condizioni di assistenza precaria in attesa di doversi dileguare quando tira aria di rimpatrio. Cosi finiscono in mano alla malavita come manovalanza, a rischio praticamente zero, con le conseguenze che tutti noi sappiamo. Quindi cosa possiamo fare? Prima di tutto semplificare la burocrazia. Attualmente in Italia abbiamo tre voci che in grandi linee sono la stessa cosa: domicilio,dimora e residenza. Se semplificassimo la cosa e ne scegliessimo una sola per esempio il domicilio. A questo daremo il significato di dimora abituale. Cioè il posto dove una persona si trova abitualmente. Avrebbe anche un valore legale e semplificherebbe anche tutte le comunicazioni sia fra privati che fra le istituzioni e le aziende. Contemporaneamente darebbe anche piu sicurezza a tutti gli italiani ed i richiedenti asilo. Infatti sapendo che una persona e’ domiciliata in una certa via, numero, appartamento, piano anche gli immigrati sarebbero immediatamente rintracciabili, anche quelli inseriti nei centri di accoglienza od in hotel. Il fatto che poi scompaiano inficerebbe la domanda di asilo che ognuno di loro ha presentato. Infatti, ma varrebbe per tutti, lasciare il domicilio per piu di 30 giorni, obbligherebbe qualunque soggetto a fare una comunicazione di domicilio temporaneo. Se questo dovesse superare i tre mesi diventerebbe il nuovo domicilio a tutti gli effetti. Nel caso in cui una persona avesse una seconda, terza o piu abitazioni nella denuncia del suo domicilio abituale dovrebbe indicare anche gli altri, che non avrebbero valore legale, ma dove ciascuno può stare il tempo che desidera a meno che non si trasformi nel domicilio abituale. In tal caso si dovrebbe procedere ad una comunicazione in merito. La semplificazione burocratica e’ la base indispensabile per la sicurezza di una nazione. Sapere con certezza dove una persona e’ normalmente rintracciabile ovviamente da più sicurezza a tutti. E questo vale, come detto per italiani e stranieri. Pensiamo ai diritti di ogniuno. Il diritto di voto, alle cure mediche, ospedaliere, ed ai doveri, pagamento delle imposte, comunicazioni, posta, ecc…cambiare questa voce unificando le tre inituli esistenti oggi sicuramente sarebbe un vantaggio per noi, ma anche uno snellimento di tutti le pratiche burocratiche dei richiedenti asilo. Inoltre con lo Spid cambiare domicilio dovrebbe essere veloce, e, i documenti, come la carta di identità potrebbero avere una durata temporale illimitata. Infatti con il CIP non ci sarebbe bisogno di cambiarla ogni 10 anni, ma i cambi anagrafici sarebbero automatici essendo comandati in via telematica. Controllare se e dove una persona dimora e’ la cosa più facile del mondo. Basta verificare le bollette di luce e gas per vedere se una persona rispetta o meno la legge che obbliga ciascuno di noi ad essere rintracciabile. La semplificazione e’ quindi una delle strade maestre per combattere terrorismo e criminalità . La domanda sorge spontanea: ma i nostri governanti vogliono realmente la sicurezza o riparandosi dietro le complicazioni della burocrazia continuano a fare solo i loro interessi? Ricordiamocelo bene alle prossime elezioni.!!!

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politica, sociale

Si queremos que Italia se reprenda tenemos que empezar de la cultura

Si queremos que Italia se reprenda tenemos que empezar de la cultura

La Cultura. Una palabra que en lo últimos tiempos, mejor dicho en los últimos 20-30 años, esta lentamente desapareciendo del vocabulario de la lengua italiana. Mas observamos los chicos crecer mas nos vemos que son siempre menos cultos. Por cultura no entiendo solamente el uso de la tecnología o de un solo sector técnico, científico, literario , etc. Yo pienso a la Cultura en general. Si queremos ponerla en política seria muy fácil decir que normalmente los gobiernos de la izquierda quieren poner la cultura a nivel mas bajo posible. Se mira de crear ideas generalizadas y pilotadas da los medios de comunicación . Distraer de los reales problemas la población, creando casos o inventando problemas que hacen que la gente no piensas ad otras cosas y sigue su dueño,como una”mandria” , aun se vaya a suicidar. Gente que no piensa mas con su cabeza, pero con el pensamiento de la masa. Obviamente es mucho mas fácil gobernar un pueblo” ignorante” que uno culto, que es muy difícilmente manipulable. Pero las cosas no siempre están así. El verdadero problema esta en la incapacidad de elegir, de parte de la vieja generación, nuevas personas que toman sus puestos. O mejor dicho la voluntad de ellos de no elegir nuevas personas. en esta manera los ultra otuagenarios, que tengan en propias manos nuestro futuro, con facilidad sacaran los jóvenes que no tengan preparación y se quedaran tranquilamente en las sillas del poder. Por esas cosas tenemos que empezar de la cultura. Un recién episodio es las mas clara demostración de eso. ¿Recuerdan la famosa ministra que descubrieron no tener titulo universitario? Bueno descubrieron que tampoco tenía diploma. La pregunta sale espontánea. ¿ Cuantas titulaciones de nuestros ministros son verdaderas y cuantas copias o compradas? ¿Es posible que un ministro de economía, de un gobierno recién pasado, tomo varios economistas como consejeros para estudiar las leyes económicas de nuestro Pais? Estamos reducidos a controlar si los títulos de nuestros gobernantes son verdaderos o no.
Yo creo a esta hora que sea indispensable hacer un cambio radical. El primer paso es liberalizar el ensañamiento. No mas concursos. Puestos asignados a kilómetros de distancia de propia ciudad y región solamente para utilizar amistades que ayudan a ganar. El Ministerio tendría que montar comisiones regionales que, ayudadas de los directores de los colegios y de los rectores universitarios, puedan elegir los docentes entre quien tiene el titulo y también entre los profesionales de los varios campos que se distinguieron y que seguramente sabrían enseñar en manera mejor de muchos otros que solamente tengan un titulo. La ultima idea de crear un mini curso de dos años por obtener un doctorado ultra corto es la clara demostración de cuanto poco nuestro políticos tengan en cuenta la palabra cultura.
Si queremos ver los otros Países , afuera de la imagen publica, lo que están económicamente mejor son lo que tienen un alto nivel de chicos que van el los colegios. Por ejemplo la Islandia tiene el 99 y pico de chicos que terminan la escuela secundaria. En practica todos tengan diplomas. Esta mi reflexión llega de dos consideraciones. La primera de una experiencia de mas de 25 años de clases y repeticiones a chicos y adultos. La secunda de un reciente articulo de un periodista que justo explicaba que se necesita mas cultura por que el Pais pueda reempezar a mueverse.
Me pregunto porque nuestros hijos no tengan que conocer la tabla Pitagórica o el teorema de Pitagora y hacer los cálculos solamente con calculadoras o móvil . También porque en la mayoría de los textos de lengua están solamente diálogos y ejercicios sin una linea de teoría. No seria mal regresar a los tiempos donde los alumnos no tenía idea de lo que quieran hacer sus profesores. Si explicaban, interrogaban o hacían una tarea a sorpresa. Las interrogación programadas son un daño grande por los chicos. Ellos se estresan por Ia semana antecedente la interrogación de cada materia y después dejan los libros olvidándose de lo que aprendieron de memoria hasta la interrogación siguiente. Así el nivel cultural se baja mucho y después vivimos en este mundo que tienes mil problemas y donde nadie o muy pocos son felices.
Muy difícilmente en un mi articulo hago publicidad a mi trabajo, pero esta vez voy a hacer una excepción. He creado un grupo de Facebook: classi, ripetizioni e corsi di conversaciones di lingue straniere, ( pido perdón si el grupo tiene titulo en italiano, pero adentro esta escrito en tres-cuatro idiomas), donde en manera totalmente gratuita quiero poner la publicidad de todos los profesionales que dedican un tiempo a enseñar a chicos o ad adultos, para ayudarlos en lo estudio y a obtener una posición mejor en propia oficina. Lo único que pido es que me tengan que demostrar que lo puedan hacer. También pondré los avisos de quien busca lecciones. Invito todas las personas que enseñan materias deferentes ad abrir otras paginas de Facebook, cada una por un argumento deferente. En esta manera, cada uno podrá , en su pequeño mundo, hacer algo para mejorar nuestra sociedad y nuestro mundo.
Trabajando por internet puedo afirmar que los social network si usados bien, pueden ser un ayudo importantísimo por relanciar la economía de cada Pais y de cada persona. Tenemos que utilizarlo bien, como cualquiera cosa de la Vida. Así que podremos obtener un mundo mejor, con una globalización verdadera,, un respecto reciproco independientemente del color de la piel de cada uno o de su creencias religiosas. Todo eso tenemos que hacerlo nosotros sin esperar que llega del alto. A cada uno poner su grano de arena.

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economia

L’unica soluzione a tutti i problemi e’ la tracciabilita’

L’unica soluzione a tutti i problemi e’ la tracciabilita’

Ogni giorno leggiamo con sempre più apprensione la possibilità che l’Italia, in particolare Roma e Milano, sia mira di uno o più attentati terroristici. Il capo della Polizia prima ha chiesto l’intervento dell’esercito a protezione degli obbiettivi sensibili, poi ha invitato tutti i cittadini a collaborare segnalando pacchi, borse o movimenti sospetti ed ora ha invitato i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine a girare sempre armati, anche fuori servizio. Dobbiamo quindi prepararci presto a contare i nostri morti. Da tempo ho scritto e riscritto che esiste un’unica cura per risolvere il problema Italia. Una cura che risolverebbe tutti problemi economici, sociali ed anche di sicurezza nel nostro Paese. Niente di trascendentale. Una cosa semplice semplice. La totale tracciabilita di qualunque operazione economica. Dall’acquisto del caffe al bar ai pagamenti di grosse commesse industriali. Già ma questo vorrebbe dire toccare gli intrallazzi vari di banche, che pero devono essere salvate, che hanno preso in giro i propri risparmiatori e, che difficilmente riusciranno ad obbligare a risarcirli, mettendo cosi al lastrico centinaia di famiglie. Ma come si puo rendere tutto tacciabile? Semplicissimo eliminando bancomat e carte di credito ed ovviamente i soldi in contanti. Si deve fissare una data precisa entro la quale non ci sarà piu la moneta. Le banche devono emettere carte di credito prepagate divise fra privati e societa. Da quel momento nessuna operazione può essere fatta in contanti e quindi senza averne una tracciabilita’. Per i privati si devono trasferire sulle carte prepagate con IBAN esattamente i soldi che la persona ha sul conto corrente, libretto o qualunque forma di deposito che non rientri nella voce investimenti. Le carte ovviamente non devono aver limite se non quello della cifra virtuale che hanno in conto. Tutti i negozianti devono essere muniti di Pos con i quali ricevere i pagamenti. Le transazioni devono essere gratuite. Si porrà una tassa minima mensile per il possesso del Pos e si semplificherebbero tutte le operazioni contabili. Infatti basterebbe fare mensilmente il conto fra gli incassi e le spese dovute alle attività. Se un’impresa muove cifre importanti di denaro si dovranno fare delle carte oro con le quali le imprese potranno fare le loro transazioni. Questo potrebbe portare ad una drastica diminuzione delle tasse. Infatti lo Stato preparerebbe per tutti modelli preparati sui resoconti mensili delle transazioni di ogni persona o impresa. Tutti pagherebbero e le tasse potrebbero ridursi di molto aumentando così il potere di acquisto di ciascuna persona e quindi muovendo l’economia di tutto il paese. Ovvio che si avrebbe anche una diminuzione della delinquenza. Infatti ai ladri rimarrebbero ben pochi negozi od attività da assaltare, come per esempio le gioiellerie. Pero dopo ci sarebbe per loro il problema di dove vendere la refurtiva se tutti i pagamenti fossero elettronici. Certo ci sarebbe il rischio di furti informatici. Pero la domanda e’: quante persone sono in grado di entrare in un sistema virtuale bancario dove i soldi non sono piu in banca ma nella carta di credito di ciascuno di noi ognuno dei quali può cambiare il proprio Pin a piacimento? Il rischi quindi sarebbero bassissimi. Non ci si puo nemmeno nascondere dietro la scusa che le persone anziane si troverebbero in difficoltà. Storie. Come oggi usano il bancomat domani userebbero le carte prepagate. Anzi molto meglio perché sono loro le vittime principali di furti, borseggi ecc. Ed i minori.? Anche per loro sarebbe un vantaggio. Si farebbero delle carte limitate, dalla famiglia, ed in questa maniera si avrebbe sotto controllo il reale uso dei soldi dei nostri ragazzi diciamo dai 14 I 17 anni. Sotto questa età meglio che girino senza denaro per evitare loro brutte sorprese.
Chiaramente anche il traffico d’armi e di ordigni per eventuali attentati potrebbe essere scoperto facilmente. In tal maniera si limiterebbe molto il rischio di stragi nel nostro Paese.
Tutto questo non e’ ne un sogno, ne impossibile a realizzarsi. E’ invece un sistema tecnicamente semplice e realizzabile in tempi strettissimi: due tre mesi massimo. Ovvio che rimarrà una speranza se chi ci comanda vorrà continuare a fare i propri intrallazzi sulle nostre spalle. Ma come sempre una soluzione pratica esiste. Basterebbe che tutti noi depositassimo i soldi sui nostri conti ed andassimo in giro solo con le carte di cui oggi siamo forniti. Se tutti pagassimo solo con le carte tutti sarebbero obbligati ad adeguarsi fornendosi di Pos. Altrimenti resterebbero senza clienti. Come sempre la soluzione viene dal basso. Dobbiamo ricomprendere il valore che ciascuno di noi ha nella società e cambiarla con la testa e non con la forza prima che chi ci vuole destabilizzare faccia scoppiare una vera guerra civile all’interno del paese. Come ho già scritto piu di una volta chi , come me e’ nato negli anni 50 ha avuto la fortuna di vivere forse la gioventù piu bella degli ultimi secoli. Mi piacerebbe poter tornare ai quei tempi oggi e lasciare ai nostri figli un mondo migliore.
L’alternativa? Contare molto presto i nostri ed i loro morti.
Cosa vogliamo fare?

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